Vuoti a rendere

Qualche anno fa andai a vedere una mostra fotografica intitolata “Vuoti a perdere” e mi sembrò subito un titolo efficace per definire il genere fotografico Urbex. Tecnicamente Urbex sta per urban exploration, che per i non addetti ai lavori, potrebbe sembrare qualcosa di simile ad una passeggiata in città abbinata ad una tecnica di shopping evoluta. In realtà si tratta di un genere ben definito di fotografia, ultimamente abbastanza popolare, che ha come soggetti luoghi abbandonati ritratti in modo da esaltarne lo stato di oblio in cui versano, documentandone il degrado magari contrapposto all’antico splendore.

I soggetti principali del fotografo Urbex sono quindi fabbriche, ville, strutture, casolari, ospedali o addirittura interi villaggi completamente in abbandono. Nelle fotografie Urbex generalmente le persone non sono contemplate.

Alcuni gruppi che praticano questo tipo di fotografia svolgono anche una vera attività di ricerca bibliografica per cercare documenti ed informazioni sul luogo visitato, la sua storia, i motivi dell’abbandono, realizzando e pubblicando dei veri e propri reportage. Tra tutti cito Ascosi Lasciti che, per qualità delle fotografie e delle ricerche, a mio avviso, è uno dei gruppi di esploratori urbani più interessanti.

La mia personale concezione di Urbex è meno documentarista e più focalizzata sul catturare dettagli che stimolino la fantasia, la curiosità e suscitino emozioni in chi poi osserva le foto.

Visitare questi luoghi permette di fare un viaggio di decenni indietro nel tempo ed è affascinante vedere che certi posti sono stati lasciati come se qualcuno ci fosse dovuto tornare a breve, ed invece strati di polvere hanno ricoperto tutto quanto. Ho avuto la fortuna di visitare carpenterie pesanti, fornaci, cementifici, zuccherifici, mulini, filande: tutti luoghi che hanno dato lavoro a centinaia di persone, che hanno prodotto, con una tecnologia che oggi definiremmo rudimentale, oggetti eccezionali. Prima di una visita cerco sempre di documentarmi un po’ ed una volta sul posto mi piace immedesimarmi nel luogo e cerco di immaginare ciò che si faceva, come si lavorava in quei luoghi che un tempo brulicavano di maestranze, di rumori, dove ferveva l’attività, ed oggi sono silenziosi, vuoti e dimenticati.

Spesso sento dire che le foto Urbex sono tristi e lugubri, io le considero solo delle testimonianze di un passato che ci ha dato molto ed ha sempre qualcosa da insegnare. Vuoti a perdere ha un’accezione forse troppo negativa… mi piace di più Vuoti a Rendere.

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